MICHELE CANDELMO IL TECNICO DI CUORE
Molte persone lasciano una traccia o più tracce
della loro vita terrena: Michele, per gli amici, ne ha lasciate
,eccome.
Tecnico espertissimo di macchine per cucire
tradizionali, ha girato in lungo e in largo l'Irpinia e il napoletano per
effettuare riparazioni, per fornire consulenze.
Una caratteristica del tempo, nacque nel 1925,
durante i freddi mesi invernali,nevoni
del 1956,1973, tanto per ricordare i più eccezionali, era solito coprirsi
l'addome, imbottendolo di giornali al di sotto del maglione e delle
voluminose giacche di pelle imbottite del tempo: infatti andava in giro
per i suddetti luoghi con una modesta lambretta.
Grande lavoratore, onesto,serio,chiedeva giusti compensi per quei tempi
che venivano dal dopoguerra e l'Italia tutta languiva nella miseria:
La mamma era originaria di Napoli; apparteneva
alla famiglia Pirro che ha gestito per decenni un noto e frequentato
bar,nella
famosissima piazza Carlo Terzo.
E' stato ottimo coniuge,padre
di famiglia, insomma la tipica famiglia degli anni' 30.
In origine del matrimonio, abitava in via Umberto primo,la sposa era la nota Morena
Concetta, per le amiche "Tittina"che ha
avuto la caratteristica di avere 'molto latte' e lo ha dato a decine di bambine
della zona; suo fratello era il notissimo Antonio Morena, appassionatissimo di
moto ed ha gestito in città negozio di vendita, purtroppo deceduto
prematuramente.
Il frutto del loro amore, diede vita a 6 pargoli,Maria,Rita, Nunzia Candelmo d'Argenio,Maurizio,
tutti viventi, escluso il Prof. Luigi Candelmo,
docente di storia dell'arte in Morbegno- Valtellina e l'altrettanto caro
Walter, dipendente ferrovie dello stato,nella
città di Cuneo, deceduti prematuramente: di Michele, Concetta e dei
succitati, molti avellinesi conservano un grato ricordo.
Nell'anno 1962 la famiglia Candelmo
si transferi in via Beata Francesca.
Qui, secondo la storia, la beata fece zampillare miracolosamente dell'acqua che assetò
i viandanti diretti al santuario di Montevergine.
Michele e le figlie Maria, Rita, Nunzia, moglie del
prof. dott. Annino d'Argenio, lavorarono successivamente presso l'Amuco-industria manufatturiera- di
Pianodardine, gestita da industriali irpini che avevano fatto
fortuna negli USA.
Queste le persone che con umiltà onorano la terra di
Irpinia.
SAN NICOLA DEI GRECI
La nostra città di Avellino è piccola, ma sembra
strano, i problemi sul tappeto sono tanti.
Il neo sindaco avv.Nello
Pizza, al quale facciamo infiniti auguri, ha posto l'accento sul suo programma
e, tra l'altro, anche del settore cultura, settore che è molto
sentito dagli avellinesi.
Tra i problemi ci sono quelli della destinazione della
neorestaurata dogana, della casina del
principe Caracciolo,del
cinema Eliseo,del palazzo Victor Hugo.
Da tenere presente che la biblioteca del comune ha
diverse sedi e si aspetta di dare alla stessa una unica sede: E' questo il
desiderio di tutti gli avellinesi; infatti essa è sparsa in Bellizzi, in via Fariello,in alcune stanze della
sede attuale del comune stesso.
Inoltre Avellino, purtroppo, per vari motivi, non
ha potuto conservare molti dei suoi preziosi monumenti e opere d'arte
per i terremoti che si sono susseguiti nei secoli, per le rappresaglie
conseguenti alle varie guerre che hanno interessato la città nei secoli e, perchè no, anche per errori umani.
Un esempio: la monumentale chiesa di San Francesco che
insisteva in Piazza Libertà fino al 1930, quando fu abbattuta per
aprire via dei due Principati e per esigenze finanziarie del Comune di
Avellino.
Alcune reliquie della stessa sono depositate presso la
chiesa cattedrale della città.
Ma c'è un'altra preziosa e antica chiesa che risale al
1500 che attende da anni la ristrutturazione.
Ormai siamo agli sgoccioli,
per davvero non c'è più tempo: si tratta della Chiesa di San Nicola
dei Greci, che da oltre mezzo secolo attende i lavori di
ristrutturazione. Diamoci da fare.
La chiesa faceva parte del quinto quartiere: in cui
era divisa Avellino nel 1600, come afferma
l'ottimo storico e docente di chimica, Armando Montefusco nella sua bellissima
ricerca dal titolo "Contributi per la storia dell'Irpinia"
volume primo, pag.48, indimenticato e apprezzato collaboratore del sito
di "Avellinesi.it."
Il prezioso monumento ha sede al Lago Montagnola che
guarda verso il Castello di Avellino e via Francesco Tedesco e qui,oggi, insistono abitazioni
moderne e varie attività commerciali.
Solo per inciso ricordiamo che ivi ha abitato lo
storico "Mariniello" il cantore di Avellino degli anni 70-80 che era
solito cantare i suoi
stornelli appoggiandosi alle mura, altrettanto storiche,della
sede della Prefettura di Avellino, già convento nel 1600 dei Padri Domenicani.
EX ENAOLI
L'ex.ENAOLI -ente di
assistenza orfani lavoratori italiani- aveva sede ad Avellino in via F.Iannaccone pal.
INAIl.-
istituto nazionale invalidi del lavoro-
Questa era la sede provinciale diretta dal dott. Luigi
Stella e dalla dott.ssa Cataldi Diana, assistente sociale, entrambi
molto integerrimi e ligi al dovere e da tanti impiegati dispersi nei vari
centri irpini, tra cui l'indimenticabile Domenico Piccirillo, uomo tuttofare,colonna dell'ente,
educato, portato a ricevere il pubblico, e sempre con il sorriso sulle
labbra.
L'Ente cercava di alleviare le condizioni di disagio
venutesi a creare in una famiglia a seguito del decesso di un genitore,
lavoratore.
Lo si faceva concedendo sussidi in danaro, in aggiunta
alla eventuale pensione di reversibilità concessa dall'inps;organizzando momenti di socializzazione e
colonie marine e montane.
Con reddito molto basso, si poteva percepire fino a 3.000.euri all'anno, raddoppiati se ci fosse stata la
disponibilità di ulteriori fondi, gestiti dalla Regione Campania.
Ad Avellino di assistevano oltre 120 nuclei familiari
per una spesa annua di 250/300 mila euri
complessivi.
La dottoressa Diana, oltre all'enorme lavoro
svolto con notevole solerzia per il citato ente, si dava anche un gran daffare
presso la parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, coadiuvando nelle attività
sociali l'indimenticabile parroco pro-tempore padre Guglielmo Miranda , padre Giacinto, grande sostenitore del calcio
Avellino ed il serioso padre Alberto Palatella che celebrò, tra
l'altro, la cerimonia religiosa di matrimonio a mio nonno Annino.
Nel 1979 l'enaoli, come
numerosi altri enti, tra cui gli Eca,ente
comunale di assistenza, transitarono ai comuni che ne continuano la fattiva e
laboriosa opera.
GOFFREDO RAIMO
Oggi ci riempiamo la bocca di frasi fatte
e spesso enfatiche, ma per fare un mondo e una società
migliore c'è bisogno di fatti.
E il docente di lettere classiche presso il liceo
di Avellino di cui desidero parlare oggi: Goffredo Raimo ne ha dati
di esempi.
Ci ha lasciati più un
quarto di secolo fa, ma grande è il ricordo e l'esempio che ha dato
agli alunni in primis.
E' stato
giornalista del sociale e del mondo cattolico.
L'Autore che
scopri e scrisse il libro su Palatucci, l'eroe di Montella, che salvò
migliaia di ebrei, durante il secondo conflitto mondiale.
Come si evince dal"bollettino
della stampa della Regione Campania"fino al
1980, oltre ad aver collaborato con il quotidiano " Il Mattino" e il
settimanale cattolico " Il Ponte" di don Gerardo Capaldo, il
periodico più letto in Irpinia, fondò o collaborò con:Avellino Sport dal 1972;L'Avvenire dell'Irpinia;
Proposta 80 del 1980;La rassegna storica irpina; e altri periodici locali.
Ebbi la fortuna di conoscerlo durante un convegno
tenutosi presso il palazzo vescovile di Avellino, negli anni 80 e da allora ne
ho seguito l'attività con notevole interesse.
Sarebbe opportuno un ricordo più tangibile per
una persona di grandiosa umanità, di ottimo rapporto con i discenti e con i
colleghi tutti e di scuola e di giornalismo.
Può essere benissimo annoverato tra i
grandi scrittori e giornalisti dell'Irpinia.
ANTICHE TRADIZIONI
L'Irpinia è terra di nobili
ed antiche tradizioni che manifestano il meglio di se stesse durante le festività religiose come la Pasqua.
Essa è spesso paragonata per religiosità
all'Umbria, non a caso hanno avuto qui i natali il Beato Padre Paolo
Manna, missionario, avellinese; il santo Crescitelli di Altavilla e tanti
altri.
Avellino e l'Irpinia celebrano la Pasqua con
molteplici attività, pregnanti di alta fede religiosa, come il periodo
richiede.
Ad Avellino celebrazioni al Duomo per tutta la
settimana santa; il clou la processione del venerdi santo,
sempre con la partecipazione del vescovo mons. Artura Aiello e alla quale
partecipa l'intera diocesi.
A Lapio "le Tavolate" ,
22 sculture a grandezza d'uomo e in cartapesta risalenti al 18°
secolo, tra l'altro, patrimonio culturale immateriale della regione Campania.
Nel vallo di Lauro vi è la rappresentazione dei
"Biancovestiti" che si snoda da piazza Pandola al castello dei
Principi Lancillotti.
A Prata, Pratola Serra, Gesualdo, la
rappresentazione del volo dell'Angelo:
Ad Atripalda la via crucis con termine sulla collina
di San Pasquale.
A Vallata 200 figuranti rappresentano la Passione di
Cristo, con bambine munite di bandiere vistate a lutto, a seguito della
processione a fine rappresentazione.
In tutta l'Irpinia e specie nell'Alta Irpinia come
Aquilonia, Sant'Angelo dei Lombardi, si mettono da parte 7 piume e ogni
giorno se ne toglie una per contare, in modo semplice e grossolano,
quando manca alla Pasqua: antichissima tradizione di quando non si sapeva leggere o scrivere.
Per notizie più dettagliate ci si può rivolgere
ai rispettivi parroci e alle pro-loco.
Infine c'è il lato enogastronomico con il pasteire di grano, di riso,pizza con l'erba, pizza ripiena di uova e
formaggi, detta "chiena",la pigna, il
casatiello e chi più ne ha , più ne metta, e con i migliori auguri di darci da
fare per un mondo migliore con il grande aiuto del Cristo risorto.
N.B. citazioni dai testi di :
Fede e folclore in Irpinia di Pasquale Grasso
e Pompeo Russoniello- Fede e folclore in
Irpinia;
Tartaglia: il museo Tartaglia di Aquilonia(
Irpinia di oriente.
QUELLI DI SAN LEONARDO
Il Santo
Papa Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, soleva dire:"
Non perdete la speranza".
Ebbene come si fa a perdere la speranza con le
piccole storie che ci affrettiamo a ricordare, apprese dai nonni Annino d'Argenio e Nunzia Candelmo.
A proposito invitiamo tutti i giovani a
colloquiare con i genitori e i nonni perchè sono
fonti di infinita saggezza.
Franco Festa viveva con la nonna
e i genitori in via San Leonardo, uno dei più antichi quartieri di
Avellino insieme a Sant'Antonio Abate e Rampa macello, oggi invasi
dal cemento e dalla modernità.
Magari questo nome dice niente, ma lo ricordiamo perchè la sua ci sembra una vicenda da libro Cuore, il
famoso scritto del De Amicis.
Il giovanissimo Franco, per mantenersi agli studi
di Economia e Commercio presso la Federico II di Napoli, e per non
pesare sulla modesta economia familiare, accompagnava, tutte le
mattine, con la pioggia, o con il sole, la nonna a vendere frutta e verdura,
con una carretta stracolma, portata a braccia, per tutta la città di
Avellino.
Era noto per i suoi occhiali
spessi perchè aveva molti gradi di vista e al
tempo, siamo negli anni antecedenti al sisma 1980, non vi era ancora l'utilizzo
del laser che li potesse ridurre:
eppoi
dove avrebbe preso i soldi per farlo?
Sempre in via San Leonardo, procedendo da via Dei Due
Principati, a scendere, di fronte all'officina dell'ottimo meccanico
Luciano Del Gaudio e figlio, vi era l'abitazione, nell'angolo che oggi
porta all'ex mercatone,dei
coniugi D'Argenio, entrambi fruttivendoli che il nonno conobbe, quando
per mantenersi agli studi, effettuava l'attività di agente di
assicurazione sulla vita, recandosi spesso anche a domicilio degli interessati.
Persone che definire umili e cortesi è dire poco:
eppure nella loro semplicità non si sono
mai lamentati di una vita fatta più di stenti che di gioie.
Ci sentiamo di dire che noi giovani dobbiamo
perseguire questi esempi se vogliamo un avvenire migliore per tutti.
DANTE PERILLO
l docente Dante Perillo insegnava la disciplina
di tecnica amministrativa presso l'ITC " Luigi Amabile" di Avellino.
Era un tipo tutto particolare.
Nativo di Atripalda, alto,robusto già con la sua " possanza"
incuteva timore agli studenti.
terminò la sua carriera scolastica come preside
in quel di Sant'Angelo dei Lombardi.
Nessuno di noi lo conosceva: il suo massimo
voto era il tre. Alla fine dell'anno scoprimmo che lo faceva per
farci studiare sempre di più, perchè il suo tre
era il 6 o 7 degli altri docenti.
Ebbene Antonio Pecora, nostro compagno
di scuola, ci propose di ascoltare un giorno, a casa sua, i 78
giri delle canzoni classiche napoletane di cui era appassionato il suo
papà, la cui collezione era vasta e ricca.
Un sei,sette
di noi fummo felici della proposta, cosi evitavamo la lezione o
l'interrogazione del prof. Perillo.
Ma la gioia durò poco: Infatti dopo aver udito
solo qualche disco, un compagno propose la passeggiata per il corso.
Anche in questo caso aderi unanime tutto il gruppo.
Quello fu l'unico "filone" della mia storia
scolastica.
Alla fine però ognuno ha studiato sodo e ha avuto
frutti nella vita.
Antonio Pecora, forse, è stato il più sfortunato:
Divenne integerrimo capitano dei carabinieri e perse la vita durante il
sisma 1980 nel comune altirpino, dicendo ai suoi uomini:" non pensate
a me, intuendo che era in fin di vita, cercate di salvare quante più
persone è possibile".
Ad un tale eroe avellinese non si potrebbe dedicare
qualche strada, visto che abbiamo ancora oggi ,
una strada denominata" via Zoccolari", denominazione che, mi si
permetta l'epiteto, faceva andare " in bestia", il compianto don
Massaro, parroco della chiesa del Roseto e fondatore dell'omonima casa di
riposo per autosufficienti e non.
Poi si dice che i giovani non seguono più gli alti
valori della vita.
I FESTORAZZI
Il cognome Festorazzi è riginario della Lombardia, precisamente del comasco e molti
diranno che ci azzecca con Avellino?
Bisogna risalire alla nostra antica
storia di emigrazione per capirci qualcosa.
Antonio d'Argenio, esperto elettricista e fratello di
mio nonno Annino d'Argenio, invogliato da un parente che viveva da tempo a
Tavernerio di Como, si trasferisce a Como.
Qui lavora dapprima presso una ditta privata, per
poi passare alla sip, oggi telecom,
quale vincitore di concorso e conclude la carriera come caposquadra.
A Como conosce la sig.na Marisa
Festorazzi, originaria di Albate di Como, segretaria
di azienda e la sposa.
Uno zio della sposa, Pietro Festorazzi,
titolare di un colorificio e di un rinomato albergo,sempre a Como.
Dal matrimonio nascono 2 figli, Laura,impiegata presso la camera
di commercio di Como e Daniele, impiegato presso industria di poltrone.
Quest'ultimo fa diventare "nonni"
Marisa e Antonio, poichè gli nascono due splendidi
virgulti di nome Stella, campionessa di tiro con l'arco, e Enea, futura
promessa del calcio italiano.
Cugino della sig.ra Marisa è don Franco Festorazzi ,
insigne biblista italiano e arcivescovo di Ancona- Osimo dal 1991 al 2004, tra
l'altro collaborò alla stesura dell'ultima Bibbia della chiesa cattolica e
fondò la Caritas in Ancona.
All'atto del loro matrimonio ebbe a dire questa
frase quasi evangelica:" io sono vicino agli sposi, gli altri invitati si sistemino come pecorelle sparse", tanto per non
dimenticare che indossava un abito talare e di che livello!
Per qualche altro, come l'indimenticabile elettricista
Lazzeri Bruno che, proveniente da Trento si
sposò ad Avellino, grazie all'allora Car- centro addestramento
reclute della nostra città,dove prestò il servizio
militare di leva.
Molti lo ricorderanno per la sua affabilità e perchè impiegato presso la Bper, sede di Avellino.
L'elenco sarebbe lungo e
reputo meglio terminare qui.
Racconto tutto ciò, perchè mi
sembra di contribuire nel mio piccolo alla fratellanza degli
italiani tra nord e sud, fratellanza che
qualche politico affetto da grande utopia vuole eliminare,
dimenticando il sangue di milioni di italiani che hanno combattuto per
l'unità del paese.
Non ultimo ricordo che l'industralizzazione al
nord si è servita dei nostri risparmi e delle nostre maestranze a
tutti i livelli,dall'unità
a tutt'oggi.
Quindi smettiamo di fare gli gnorri e prima
di parlare male del sud, molti " cosidetti politici"farebbero bene a studiare la storia economica
d'Italia.
PAOLO URCIOLI
Intendiamo ricordare la bella figura di Paolo Urciuoli, originario di
Altavilla Irpina,per
anni disegnatore tecnica dell'impresa edile del comm. Antonio Pecoriello,
costruttore di vari fabbricati alla via Campane-vasto;via
Piave ecc. e per alcuni anni presidente dell'Avellino calcio.
I collaboratori e gli amici più stretti
lo chiamavano con affezione don Paolo.
Lui si innervosiva perchè non
aveva tanta dimestichezza e per la chiesa e per
il linguaggio ecclesiologo.
Acceso repubblicano in politica, usava chiamare ll partito della democrazia cristiana "la demoniocrazia", questo per fare capire il buon
" caratterino" da persona corta e malacavata, nel
senso buono della parola, perchè persona
dotata di ottimo acume per l'attività che
svolgeva con grande interesse e dedizione ed anche per il modo di porsi
alle persone.
L'Impresa aveva sede al Corso di Avellino, pur essendo
il comm. Pecoriello,originario
di Montemiletto.
Al piano, al di sopra del notissimo caffè
Cammino, dove si distingueva il simpaticissimo e cordiale Ciro, come
esperto barman;del tabacchi di Ciro Iandoli, i cui figli si laurearono tutti e sono stati
per anni stimati docenti presso le scuole superiori di Avellino; della ferramenteria e colori del sig. FerrantinO;
DEL NEGOZIO ABBIGLIAMENTO UOMO-DONNA DI gALASSO
stiamo parlando di QUATTRO commercianti al top in Avellino, con attività
più che accorsate e che hanno fatto storia nell'economia cittadina,
Al primo piano insisteva l'abitazione della famiglia del medico SUCCITATO gALASSO,
che negli anni duemila sarà sindaco della città di
Avellino., MENTRE IL FRATELLO DIVENNE SEGRETARIO GENERALE DEL COMUNE DI
OSPEDALETTO, DECEDUTO, PURTROPPO, IN GIOVANE ETà.
Don Paolo curava, in uno con il commenda, i rapporti
con le imprese fornitrici come gli elettricisti Tomasetta,
il commerciante DI COGNOME omonimo di materiale edile al corso Umberto,l'idraulica di Gerardo
Pacilio, il vetraio Cortese,la cui ultima sede è
stata in via Circumvallazione Per chi proveniva DAL CARCERE BORBONICO; mentre
il reparto amministrativo era curato dal rag. Agostino, in uno al cognato
del commendatore sig: Peppino.
Tra la manovalanza vanno ricordati gli ottimi Marco
Ferrara, purtroppo deceduto in giovane età,il ferramentista Aniello di Ospedaletto d'
Alpinolo, il sig. Bifaro, cognato di Pecoriello;infatti il costruttore ebbe due mogli.
UN COLPO DI FULMINE
La loro storia iniziò a scuola: lui docente di musica e precisamente di
Flauto barocco, lei alunna.
Per la verità non li separavano molti anni:
appena una decina, ma sono stati degni del
ripetersi della meravigliosa storia d'amore di shakesperiana memoria
Fu un colpo di fulmine duraturo
tra il prof: Attilio Filieri, per lungo tempo docente di scuola
media e la leggiadra e distinta alunna Di Salvia,ragazza
dal comportamento serio, poi insegnante come maestra d'asilo: per chi ha avuto
la fortuna di conoscerli, si è imbattuto per davvero in una coppia di
altri tempi.
Erano fatti l'uno per
l'altro.
Il loro dolcissimo amore e rispetto, iniziato nel
1969, è durato fin quando il male del
secolo, non l'ha portata via.
Due sono stati gli amori del citato docente, che
chiamare ottimo significa rendergli pochissimo: l'adorata consorte e
il flauto barocco.
Insomma una vita spesa davvero bene e per il grande amore per la cultura musicale e per l'esempio di vita
che entrambi hanno dato.
Per dovere di cronaca, mi permetto di elencare gli
altri docenti del triennio del corso per maestri d'asilo:l'indimenticabile padre Giovanni Graziano, per
lungo tempo, parroco della parrocchia dell'Assunta in cielo alla via
Torrette di Mercogliano; il prof.dott. Annjno d'Argenio, coniuge della scrivente; il
dott. Prof.Nino Napolitano, poi docente presso
l'università di Camerino.
Sembrerebbe una storia di altri tempi, ma non è
affatto cosi.
Eppoi
si dice che questa società è malata: riferiamoci a questi esempi e ai
sentimenti più belli della vita e la stessa ritornerà sicuramente
allo splendore dei tempi passati.
HUGO GIRONE
Trattiamo del docente forse più plurilaureato della
scuola irpina che accumulò ben 4 lauree nel suo curriculum di studi: il docente
Hugo Girone.
Docente molto preparato
professionalmente, molto portato per il contatto con i discenti.
Per lungo tempo docente di economia
presso l'istituto " Luigi Amabile" di Avellino per geometri e
ragionieri e ne ha formati per davvero a iosa.
Viaggiatore instancabile, scrittore, giornalista,
ma anche amante del mondo di
Menenio Agrippa: a possedeva vari metri quadri di terreni
coltivabili e soleva dire, al momento dei
raccolti:" quando vi decidete a venire nella mia
campagna, la frutta marcisce sugli alberi,è
tutta a vostra disposizione, completamente gratis".
Amava molto stare in mezzo ai giovani.
Fine educatore, riusci a
farci dedurre giorni di espulsione con il suo 'savoir
faire'.
Si scherniva dicendo che aveva gradito il nostro
silenzio perchè non amava i delatori occulti.
I più irrequieti alunni, erano i ripetenti e
questi al passaggio di una professoressa, ai tempi si diceva
zitella, oggi single. poichè era solita vestire
elegante e usava profumi ,le fecero dei sibili
" come si fa con una di quelle", aveva profferito la docente,
sentendosi molto offesa, durante il consiglio di classe
Il Preside prof. Biondi. giustamente severo con
docenti e alunni,unitamente
al citato consiglio, non esitarono: un mese di espulsione e, si noti bene,
ed era il 5 anno,il più importante e cioè quello
degli esami di stato, mese ridotto a 3 settimane,grazie
al prof.Girone.
Altro episodio quando si avvedeva che un
alunno era studioso e magari egli non se ne era accorto, si scusava e
concedeva voti alti che però, al tempo. non superavano mai il 9
o il 10.