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La Foto del Giorno” è una foto che ci testimonia il famoso ”
Circuito di Ferragosto”: i ciclisti provenendo da via Malta imboccano
il Corso pavimentato con l’antico ma “prezioso ed elegante” basolato .
E’ l’angolo del negozio Martone famoso nel suo slogan “Veste i Bambini”
, uno dei primi ad offrire abbigliamenti per i più piccoli. Lungo il
Corso si possono scorgere le “Bancarelle di Ferragosto”, una vecchia
tradizione avellinese che si ripeteva, sempre con le stesse modalità e
quasi per un mese, durante il quale si instaurava o si riproponeva con
gli abitanti del Corso una graziosa complicità in cui si mescolavano
simpatie, solidarietà e disponibilità che forse oggi sarebbero
impensabili. Le bancarelle alla “Mezza” si profumavano di...” pasti
frugali ma saporiti “ . Dopo il tramonto le luci rallegravano il
passeggio : il corso si animava di avventori e del vociare dei
bancarellari che pubblicizzavano i loro prodotti con slogan spesso
incomprensibili : “la vuola o non la vuola dica sì e non la vuola !” ;
Il sorteggio della bambola; lamette vendute con una penna ed una matite
Bobè (?) n.2 e “per 50 lire ....guardate quanta roba avete !” ; quel
“diamante” che tagliava con una “irripetibile” semplicità specchi e
vetri; il fischietto che imitava sorprendentemente il canto degli
uccelli e che andava “ben umettato” prima dell’uso (difficile da
usare), All’angolo di via Dalmazia il solito “piattaro” riusciva con
grande abilità a contare ben 24 piatti che con abilità sorprendente ,
senza farli rompere, li “impilava” pronti per consegnarli
all’acquirente insieme ad una brocca di vetro in omaggio. C’era poi
quello che masticava una strana radice vendendola come il “segreto” per
una bianchissima dentatura .. e tanto altro ancora che chi legge questo
post certamente ci ricorderà. Una gioia incontenibile per i ragazzini
dell’epoca fino a quando a sera si spegnevano le luci e si andava a
dormire. A questo punto i bancarellari consumavano una ricca colazione
ed i più “fortunati” si potevano ritirare nell’alberghetto a buon
mercato mentre alcuni dormivano in un giaciglio improvvisato sotto la
bancarella. La sveglia alle prime luci dell’alba e… qui si ripetevano
scene che si tramandavano da anni ed in cui si manifestava la splendida
solidarietà, soprattutto degli abitanti dei bassi del Corso, che
offrivano le loro abitazioni per le prime necessità. Tristissimo il
momento in cui si “sbancarellava”: affettuosissimi saluti ed….
arrivederci all’anno prossimo.
ARMANDO MONTEFUSCO